Valdobbiadene
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ToggleLa capitale del Conegliano-Valdobbiadene DOCG
Capitale del Conegliano-Valdobbiadene DOCG, circondata dai vigneti e sormontata dal Monte Cesen, Valdobbiadene racchiude in sé un fascino senza tempo, ricco di storia e cultura. Valdobbiadene è la perfetta essenza fra la natura primigenia e le acque del Piave che la lambiscono e castelli, fortezze, paesi, chiesette, baluardi di secoli di insediamenti e dominazioni. Il centro, signorile e monumentale con la Piazza Marconi, il Municipio, il campanile, il Duomo e la storica Villa dei Cedri, si fonde indissolubilmente con il patrimonio naturalistico delle frazioni circondanti, dove fra i filari si ergono tangibili i segni dell’adattamento dell’uomo a queste colline eroiche. Il risultato è un paesaggio a mosaico, dove il lavoro dell’uomo si compendia armonicamente con la conformazione naturalistica del territorio.







Principali punti di interesse
San Pietro di Barbozza
Questo piccolo borgo, frazione del comune di Valdobbiadene, è noto per ospitare la Confraternita. Nata nel 1946, nell’immediato dopoguerra con lo scopo di evitare l’abbandono dei vigneti da parte dei viticoltori e di sostenere gli agricoltori con tangibili sostegni materiali e morali, la Confraternita è composta da personalità del mondo vitivinicolo ed ha come propria mission lo sviluppo e la promozione del Valdobbiadene DOCG. Ogni anno, fin da 1969, si riunisce nella cella vinaria della cantina Varaschin per individuare il Valdobbiadene Docg che verrà poi imbottigliato nella famosa “Bottiglia della Confraternita di Valdobbiadene”, realizzata in sole 5.000 unità.
Passeggiando per le vie di San Pietro di Barbozza è impossibile non notare i sassi di Zoe, creazioni realizzate a partire dai sassi del Piave. Angelo Favero (in arte “Zoe”), ama definire questi “putinot” cittadini dell’Universo.
Santo Stefano di Valdobbiadene
Riunito attorno alla storica Via del Follo, dove a partire dal ‘400 viene intrapresa l’operazione di follatura della lana, questo borgo immerso nelle colline e lambito dalle acque della Teva, è una vera e propria essenza di storia, arte e cultura.
Santo Stefano è situato nel cuore del Cartizze, un pentagono di 108 ettari in cui cresce l’unico Grand Cru d’Italia, la punta di diamante del DOCG. Antichi fondali marini, rive eroiche e una valle racchiusa tra le Prealpi e il Piave sono gli ingredienti di questo nettare pregiato. Nel cucuzziolo di Cima Cartizze è impossibile non sostare all’osteria senz’Oste, uno dei luoghi più conosciuti delle colline del Prosecco, un luogo tutto da scoprire!
Passeggiando per le vie del paese è impossibile non imbattersi nelle numerose meridiane, situate nei muri delle case, frutto della passione per la gnomica di Giovanni Follador, abate e professore che nacque in questo borgo alla fine del ‘700.










Monte Cesen
Località a circa 1.000 metri di altitudine, è un punto di partenza per escursioni panoramiche che si snodano lungo sentieri immersi tra prati, boschi di faggio e pascoli. L’area è punteggiata da malghe che nel periodo estivo portano le mucche in alpeggio, offrendo ospitalità e permettendo di gustare formaggi e prodotti caseari realizzati secondo la tradizione. Qui la vista spazia dalle Dolomiti fino alla Laguna di Venezia, regalando scenari sempre diversi a seconda della stagione.
Questo territorio, oltre all’aspetto naturalistico, è celebre anche per le vicende della Grande Guerra, combattuta fra questi valichi prealpini e il fiume Piave. Residuo di queste vicende, fra leggende e realtà, è l’ippopotamo del Cesen.Un bosco dalla forma di ippopotamo che risulta visibile da diverse zone della Marca Trevigiana e nei giorni di massima limpidezza anche da Venezia, un “monumento naturale” delle Prealpi. Sembra che il nome nasca da una narrazione per cui la dea Selene si era innamorata di un pastore (Endimione) proprio nella montagna che sovrasta Valdobbiadene. C’è chi dice che la sagoma sia del tutto casuale e che si tratti di un rimboscamento fatto in tre fasi dagli anni 1920 al 1980. C’è anche chi però afferma che la figura sia voluta e che rappresenti un bisonte lasciato dagli Austriaci. Secondo altri, quello che oggi si vede non è altro che un’ala che doveva comporre l’aquila simbolo del fascismo che con la sua grandezza doveva testimoniare la potenza del regime. A causa della caduta di quest’ultimo, l’opera sarebbe stata interrotta.






Piazza Marconi
Cuore pulsante di Valdobbiadene, è il centro della vita cittadina e un luogo ricco di storia e fascino. È dominata dal Duomo di Santa Maria Assunta, con il suo campanile che si erge sopra i tetti della città. Il Duomo, realizzato nel XIV secolo e originalmente progettato a tre navate, fra il XV e il XVII secolo subì delle modifiche che gli conferirono l’attuale pianta rettangolare a navata unica. Custodisce al suo interno opere di Francesco Beccaruzzi, Palma il Giovane e Paris Bordon. L’adiacente campanile fu progettato nella seconda metà del 1700 ed è decorato dalla meridiana realizzata da Giovanni Follador, abate esperto di gnomica e personaggio di spicco nella cultura valdobbiadenese.
Poco distante dal centro si trova anche Villa dei Cedri, elegante edificio in stile Liberty realizzato nei primi dell’800, è circondato da un ampio parco secolare che ospita un imponente cedro centenario, da cui la villa prende il nome. Oggi è un centro culturale e sede di eventi, mostre e degustazioni che celebrano la tradizione vitivinicola della zona. Il parco circostante, situato nei pressi del centro di Valdobbiadene, è aperto al pubblico e offre una cornice perfetta per rilassarsi nel verde.
Chiesa di San Floriano
Con la sua posizione sopraelevata, offre una visuale panoramica unica sulle colline e sul centro di Valdobbiadene. È raggiungibile sia in auto, percorrendo Via San Floriano, che a piedi, in circa 20 minuti dal centro di Valdobbiadene. La chiesa di è stata nominata per la prima volta in un testamento del 1424; nel 1724 è stata ristrutturata e completata. Dopo essere stata distrutta dai bombardamenti bellici durante la Prima guerra mondiale, è stata in seguito ricostruita e ampliata grazie al piazzale antistante. Questa chiesetta, scelta spesso come location ideale per tanti matrimoni, rimane un luogo che regala atmosfere romantiche: un piccolo gioiello che risplende tra le tante bellezze del paese.
Stramare e Milies
Stramare (420 m slm) è adagiato sul fondo della valle che conduce al sovrastante borgo di Milies (680 m slm) e procede fino alla sommità del Monte Zogo, dal quale è possibile ammirare a nord le Dolomiti Bellunesi e scorgere la Laguna di Venezia a sud. Il pittoresco borgo, oggi completamente disabitato, all’inizio del Novecento contava oltre 140 abitanti. Oggi è conosciuto per i gatti che lo popolano e per la chiesetta di S. Valentino che, assieme alla buca delle lettere a disposizione dei giovani amati, lo ha reso celebre come il borgo degli innamorati. La leggenda narra che bevendo l’acqua de “el fontanel de San Valentin”, si abbiano poteri benefici per gli innamorati. Il borgo è raggiungibile tramite il suggestivo Trodo delle Acque, un percorso naturalistico ceh si snoda fra i boschi fra cascate, salti d’acqua, torrenti e monumenti naturali creati dall’acqua che ha scavato la roccia.
Appena sopra a Stramare giace il borgo di Milies, in una conca ad una altitudine tra i 700 e gli 800 m.s.l.m.. L’origine del nome sembra derivi dal latino: Miles-militis cioè soldato, a testimoniare l’antichità di questo borgo.






Itinerari in questa città
Qui sotto trovate tutti gli itinerari ed escursioni presenti nelle vicinanze di Valdobbiadene
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